ABRACADABRA Incantesimi di Mario Mieli [studio #3] con Irene Serini

Sabato 20 Agosto 2022, inizio ore 18:30 - Tenda Bianca, Arzo

ABRACADABRA - incantesimi di Mario Mieli [studio #3]
di e con Irene Serini
luci e suoni Caterina Simonelli
organizzazione e produzione Maurizio Guagnetti

Durata: 75 minuti


Mario Mieli fu uomo, donna, poeta, filosofo, attore, militante, visionario, drogato, frocio, poliglotta, ricchissimo, raffinatissimo, alchimista, ladro improvvisato... Fu colui e colei che riuscì a racchiudere in sé il senso bruciante dei contrari che si uniscono.

“[…] prima che scompaia al tuo sguardo per un momento sarò ancora io che sono lei che poi sei tu che sei me che siamo noi che siamo voi che siamo [...]” Mario Mieli

Mario Mieli fu anche la prima persona in Italia, che non ebbe timore di scrivere: tutti gli uomini sono donne e tutte le donne sono uomini. Sembra un incantesimo. È invece una delle tante frasi magiche racchiuse nel suo saggio di filosofia morale che Einaudi pubblicò nel 1977 e Feltrinelli ripubblicò 40 anni dopo: Elementi di critica omosessuale.
Un testo che è anche il primo mattone su cui si fondano i gender studies. Un approccio all’identità collettiva in termini di genere e orientamento sessuale, non più votata a una divisione tra maschile e femminile, tra uomo e donna, tra gay ed etero, ma a un’unione in ognuno di noi di queste forze contrarie. Egli riesce, con i suoi enormi mezzi intellettuali, visionari e ironici, a fare un volo schizofrenico e vedere le infinite possibilità dell’essere umano e delle sue rappresentazioni d’amore.
Rileggendolo oggi si scopre un pensiero valido e ancora innovativo per tutti, al di là dei reciproci orientamenti.

Abracadabra - incantesimi di Mario Mieli è un percorso teatrale diviso in tappe, chiamate studi, che indaga il pensiero e la vita di questo intellettuale italiano conosciuto principalmente all’estero. La peculiarità dell’indagine di Mieli che ha come perno un’identità di genere e una sessualità in movimento, ha costretto a una trasformazione continua anche in scena. Da questo l’idea di un percorso a tappe. Non si tratta in sostanza di momenti di esibizione che sfoceranno un giorno in uno spettacolo compiuto, ma di studi che sono essi stessi lo spettacolo. Ogni studio infatti, tocca luoghi di pensiero e intimità diversi, in maniera diversa. Il progetto è composto da cinque studi teatrali e un docufilm. Ogni tappa è indipendente e autonoma rispetto alle precedenti, nessuno degli studi si propone di fare la biografia di Mario Mieli, o di indagare il suo pensiero in termini nostalgici, quanto piuttosto di utilizzarlo come chiave per indagare il presente.

I primi tre studi, dei quali ad Arzo verrà presentato il terzo [studio #3], esprimono ad ampio raggio quello che fu il pensiero di Mieli, il più controverso tra i fondatori del movimento omosessuale italiano. Vanno alla radice di tre domande poste negli ultimi anni nell’ambito della filosofia morale e degli studi di genere:

Cos’è l’identità? Chi la determina? A cosa serve?

In scena vi si trova un folle lucido dall’identità indefinita, che evocando Mario Mieli scopre il legame tra identità e rappresentazione. Riscoprendo però anche la formula del teatro antico. Il pubblico infatti è disposto in cerchio e partecipa alla messa in scena in maniera anomala rispetto a quella indotta dalla prospettiva frontale. 30 minuti di spettacolo intenso e sfolgorante, un minuto per ogni anno di vita di Mieli, per capovolgere tutto.

Dopo il diploma al Piccolo Teatro di Milano Irene Serini riceve il Premio Hystrio alla vocazione. A teatro viene diretta da Luca Ronconi, Serena Sinigaglia, Tonino Conte, Gioele Dix, Renato Sarti e molti altri. Ideatrice, autrice e interprete di spettacoli che indagano su identità di genere e sessualità.

“Come Mieli ha cercato di scardinare ogni etichetta e ogni aspettativa, così Serini ha composto in maniera analoga il suo spettacolo. La destrutturazione della forma-teatro corrisponde, insomma, alla destrutturazione compiuta da Mieli sulla sessualità. [...] una sciamana impegnata a rievocare il suo sfuggente personaggio, quasi a rivivificarlo, ma più che altro a risucchiare il pubblico in una vertigine di incantesimo che trasformi tutti gli spettatori in altro. Insomma, un rito” Stefano Casi (Casi Critici)

Irene Serini  sarà ospite della corte dei Miracoli domenica 21 agosto alle 14.00 

 

CHE BASTA UN COLPO DI VENTO PER
NON RINUNCIARE A ESSERE

 

Tenda Bianca - Arzo